Quartier Filippini Verona Design

Guest House con eleganti camere di design a Verona
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Arrivo
August
17
2019
Partenza
August
18
2019
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Quartier Filippini

GPS coordinates= 45.43717, 10.99936

IL QUARTIERE

Il rione dei Filippini inizia al di là della Dogana, esteso tra l’Adige e stradone San Fermo;  il  nome  del  quartiere  trae  origine  dall’insediamento  nel  monastero annesso alla chiesa omonima dei Padri della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, avvenuto nel 1715.

LA CHIESA

Situata in via Filippini, la chiesa di San Filippo Neri – popolarmente dei Filippini -fu  gravemente  lesionata  dai  bombardamenti  aerei  del  1944-45,  ma  fu  presto restaurata assieme al campanile. L’edificio è quello rifatto dai Padri dell’Oratorio di San Filippo nel 1776, come dichiara  la  data  scolpita  sopra  il  portale  d’ingresso.

 

IL MACELLO

Utilizzato, nel 1575, come magazzino in cui isolare a scopo igienico-sanitario  i prodotti che  giungevano  in  città  per  via  fluviale, divenne, con il tempo, sempre più un deposito a disposizione dei mercanti; ciò portò alla costruzione di una nuova dogana di fiume, che sorse sempre ai Filippini, a poche decine di metri di distanza. Nel 1853, vi fu un’ulteriore variazione nella destinazione d’uso del complesso architettonico: il Comune di Verona, infatti, mise gli occhi su quest’area al momento di scegliere un luogo adatto all’edificazione del nuovo macello pubblico.

Oggi il vecchio macello comunale è adibito ad uso civile e commerciale: è sede di numerose botteghe artigiane e luogo prescelto per l’esposizione di importanti mostre; ospita inoltre la pizzeria Numero 5, consigliata se, in un’afosa sera d’estate, avete voglia di mangiare una pizza sull’argine del fiume.

 

LA DOGANA

La storia di questo edificio risale al 1745, quando, per iniziativa del Consiglio della Città di Verona, ma senza previa consultazione con il governo di Venezia, presero il via i lavori per la costruzione della grandiosa fabbrica della Dogana. Da parte delle autorità veneziane vi fu una decisa opposizione nei confronti della costruzione di questa struttura, essa infatti, eretta a breve distanza dal fiume, mirava a svolgere la duplice funzione di Dogana di terra e d’acqua, rivendicando a Verona un primato e un’autonomia di commercio rispetto alla Dominante. Quando, il 1° marzo 1748, la nuova Dogana di San Fermo fu inaugurata, Venezia aveva già attuato una serie di contromisure fiscali e daziarie tali da rendere di fatto vano l’intento d’emancipazione commerciale di Verona. Solamente nel 1790, a pochi anni dalla scomparsa dalla scena storica della Repubblica di Venezia, in un mutato contesto politico ed economico, le autorità veneziane si decisero a rendere fluviale la Dogana di San Fermo.